La penna Bic

In ufficio sperimentiamo da anni un fenomeno curioso, che si ripete con una certa stagionalità: la Migrazione delle Penne. Quelle da scrivere, ovviamente. Ci sono periodi ben precisi in cui, di colpo, ti rendi conto che il tuo portapenne si è improvvisamente svuotato, mentre quello del tavolo nell’altra stanza comincia letteralmente a debordare.

L’ultima migrazione è stata diversa, qualcosa deve aver spinto le penne ad abbandonarci definitivamente, sparendo completamente dal nostro ufficio. Nell’era di computer, smarphone e tablet, pensi che una penna possa essere un oggetto superfluo e invece ti rendi conto che ancora non ne puoi fare a meno. Sono andato quindi a cercarne una nello scaffale della cancelleria e rovistando quà e là ho trovato una vecchia scatola impolverata piena di penne Bic, nuove di zecca (nuove si fa per dire, perché devono essere rimaste lì da almeno quindici anni).

Il fatto è che siamo stati sommersi dalle penne “promozionali”, quelle che le aziende ti regalano a mucchi a Natale, corredate da block notes, agendine, calendari e amenità varie. Penne dalle forme, colori e decorazioni improbabili, che alla fine scrivono male o si “bloccano” improvvisamente. Invece la penna Bic, dopo quindici anni, gli togli il cappuccio, la appoggi sul foglio e lei comincia a scrivere. All’inizio il tratto può essere incerto, ma una volta a “regime” non la fermi più, fino all’esaurimento dell’ultima goccia di inchiostro. “Writes first time, every time” (Ogni volta, scrive per la prima volta), recitava lo slogan della prima campagna pubblicitaria televisiva.

Un’invenzione rivoluzionaria (la prima penna a sfera) ma al contempo proletaria, alla portata di tutti, che fa umilmente e produttivamente il suo lavoro, con una storia alle spalle di tutto rispetto: nasce nel 1950 e nel 2005 raggiunge i 100 miliardi di esemplari venduti nel mondo, e tuttora il modello Cristal (in foto) risulta il più venduto.

Infine, mi piace ricordarla anche per l’altro utilizzo, quello ludico (ma altrettanto popolare): quante palline di carta sono state sputate nel mondo attraverso la cannuccia trasparente della Bic? Era uno dei passatempi scolastici più divertenti quello di colpire alla nuca il compagno seduto davanti a te e ovviamente i campioni di questo sport erano quelli agli ultimi banchi. Veri e propri killer, che sviluppavano tecniche tremende per aumentare la gittata e la precisione.

Onore e lunga vita alla penna Bic quindi. Anzi sapete cosa vi dico? Adesso ne smonto una vado ad ingaggiare una guerra feroce all’ultima pallina con mio figlio.

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