La Voce dello Stadio

Alzi la mano chi non ha provato un brivido, un’emozione, un senso di potente coinvolgimento nel vedere e ascoltare questo video. Ennesimo capolavoro pubblicitario della Nike, questo spot prosegue sulla fortunata strada del concept “It’s more than a game”, tracciata ai tempi dell’operazione What Women Want legata all’omonimo film.

The day the stadium spoke è – credo – il primo caso di reality spot che supera tutti i canoni tradizionali della pubblicità, in primis quello della finzione rappresentativa. In breve, la trama: durante una sessione di allenamento della squadra di calcio del Boca Junior, dagli altoparlanti si ode improvvisamente una voce che si intuisce subito essere quella dello Stadio. Essa si rivolge direttamente ai giocatori incitandoli e spronandoli a conquistarsi la gloria su quel campo, senza godere delle disgrazie altrui e a costo di qualsiasi sacrificio. Il tutto viene ripreso all’insaputa dei protagonisti, che ascoltano quella ruvida voce dapprima increduli e poi visibilmente sempre più coinvolti.

La potenza dello spot, oltre che nel messaggio, è soprattutto nella genuinità delle reazioni emotive dei giocatori, spogliati per la prima volta del privilegio di essere attori e testimonials per indossare i panni di semplici spettatori e testimoni, al pari dei loro tifosi e quindi del pubblico di riferimento del brand (la Nike è sponsor tecnico del club argentino).

Nessun calciatore-supereroe quindi, né effetti speciali o features ultra tecnologiche: qui le parole chiave sono lavoro, sudore, sacrificio, vomito, sangue. L’effetto di identificazione è così portato ai massimi livelli (dovreste essere ciechi per non vedere che tutti vorrebbero giocare qui), con un risultato straordinario in termini di efficacia comunicativa.

Come dimostra la bellezza del testo parlato:

“Attenzione, scusate per l’interruzione. Come state?

Finalmente vi ho tutti qui, senza l’abbraccio della folla sulle gradinate. Da tempo aspettavo di potervi dire qualcosa e questo è il momento giusto.

Un altro campionato sta per cominciare. Anche se qualcuno sarà felice di vedere i nostri nemici storici giocare in seconda divisione, Io non voglio. Oggi io voglio parlarvi dell’unica cosa che resta quando… quando moriamo. Qualcosa che vale più di tutti i vostri soldi, ma non può essere rubato.

Oggi vi voglio parlare della Gloria.

Non potrete trovarla in vendita, arriva nel sangue, sudore e lacrime e non potete darla via a chiunque. Ma una cosa che ho imparato è che i miracoli richiedono di essere costruiti. Lavorare, sudare, perseverare, vomitare, e correre fino a che le vostre gambe cederanno. Date le vostre vite sul campo, per tutti quei tifosi che vi sostengono ogni domenica.

Loro conoscono i sacrifici, e li farebbero al posto vostro, ma non possono perché sono dall’altra parte, perché loro NON SONO al vostro posto. Dovreste essere ciechi per non vedere che tutti vorrebbero giocare qui. Ma qui noi non giochiamo, noi combattiamo e difendiamo i nostri colori.

Lottiamo assieme e facciamo la storia! Datemi il vostro cuore e quando non riuscirete più ad andare avanti Io vi trascinerò!! Possiamo essere di nuovo invincibili! Siate forti ragazzi! Avanti Boca, avanti!”

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