Fossi stato Vasco Rossi…

La grande polemica che ha infiammato il web in questi ultimi giorni, quella tra Vasco Rossi e il sito pseudo-satirico Nonciclopedia,  è destinata a diventare un caso di scuola per chi si occupa di web 2.0.

Faccio subito una premessa: per me hanno sbagliato entrambi. Nel caso specifico non esistono innocenti o colpevoli, né tantomeno vittime o carnefici. Eppure a pagarne il prezzo, con altissima probabilità, sarà solo il Blasco nazionale.

Già molte analisi sono state pubblicate in Rete, la maggior parte delle quali si concentrano sugli errori dell’una e dell’altra parte. Sul Post ne hanno parlato Luca Sofri e Massimo Mantellini. Il primo pone la questione dell’uso “etico” della satira, il secondo punta il dito sulla scarsa conoscenza dei meccanismi del web da parte di Vasco e del suo staff.

Scrive Luca Sofri:

Invece l’argomento è diventato un altro, implausibile: ovvero che io possa scrivere qualunque cosa in qualunque modo non perché “si vede” che esagero, ma perché ho detto a priori che esagero. Cioè che dentro “l’estremizzazione” della verità suddetta possa stare qualunque bugia e qualunque calunnia.

Non fa una piega. È anche vero però, come scrive Mantellini, che:

Se Vasco Rossi fosse stato meno lontano alle cose della rete avrebbe capito che di pagine simili su Internet ce ne saranno sempre molte, che anche volendo perdurare nell’ossessione di farle cancellare non sarà mai possibile toglierle tutte e che, soprattutto quelle pagine sono il segno di una attenzione e di un interesse che non è possibile scindere in alcun modo dal resto della propria popolarità.

E quindi, come sciogliere il bandolo della matassa? Come si fa a salvaguardare la propria reputazione su Internet senza incorrere nel famigerato Streisand effect?

Dico la mia. Fossi stato Vasco Rossi – o il responsabile della sua comunicazione sul web – e nel febbraio 2010 mi fossi imbattuto nella voce “Vasco Rossi” di Nonciclopedia (il link rimanda alla pagina recuperata tramite webarchive.org), avrei preso tastiera e mouse e avrei aggiunto il mio libero e satirico contributo al wiki. In particolare, alla voce riportata nella nota sulla pagina Facebook ufficiale della rockstar e che recita:

V. Rossi è un vecchio bavoso tossicomane che vende cocaina davanti alle scuole e deve la sua fama alla credulità di milioni di rimbambiti fatti e strafatti quanto e più di lui …. !

avrei risposto, nel caso fossi stato il responsabile della comunicazione:

Quanto scritto non ha nulla a che fare con la satira o con l’umorismo di qualità che questo sito professa di garantire. È pura e semplice diffamazione, offensiva e lesiva della persona di Vasco Rossi e dei milioni di fan che lo seguono. La libertà di espressione che la rete offre non autorizza alla calunnia. E siamo sicuri che un magistrato la penserebbe come noi. Ma siccome non vogliamo ricorrere a queste misure estreme (nonché di dubbia efficacia se applicate al web), invitiamo l’autore a rimuovere questi contenuti senza chiedere null’altro che uno sforzo di intelligenza e buonsenso. Se non lo farà lui, chiederemo di farlo agli amministratori di questo sito e se non lo faranno neanche loro faremo in modo che quanta più gente possibile in rete (a partire dai nostri 2.606.000 fan su Facebook) sappia che questo luogo nulla ha a che fare con la satira, l’umorismo di qualità, la libertà di espressione. Staff di Vasco Rossi.

Fossi stato invece Vasco Rossi in persona, avrei usato uno stile più “rock”:

Puzza87¹ è invece un brufoloso quindicenne che si nasconde dietro un anonimo nick di merda, spaccia stronzate facendole passare per umorismo e deve la sua fama alla credulità di qualche rimbambito fatto e strafatto che ha il coraggio di leggerlo.

La morale è semplice: sul web sei un utente al pari degli altri, non importa che offline tu sia il Papa, il Presidente della Repubblica, il direttore del Corriere della Sera o la più grande rockstar italiana di tutti i tempi. La reputazione di un personaggio pubblico su Internet va difesa e costruita con le logiche proprie dalla Rete: sincerità, trasparenza, collaborazione, condivisione e soprattutto partecipazione.

Aggiornamento proprio mentre scrivo: la querelle è chiusa. Tutto bene quel che finisce bene. Ma ho l’impressione che sia finita bene solo per quelli di Nonciclopedia, che ci hanno marciato su alla grande e con grande scorrettezza, viste le prese di posizioni ballerine di questi giorni… Tuttavia, comprendo lo staff di Vasco. “Ormai è tardi”, meglio metterci una pezza e chiuderla qui, nella speranza che abbiano imparato la lezione.


¹ Puzza87 non me ne vorrà se ho usato pretestuosamente il suo nick attribuendolo fantasiosamente all’autore della voce…

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One thought on “Fossi stato Vasco Rossi…

  1. Pingback: Vasco Rossi, the Punisher | DisOriginal

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