È qui la festa?

social party

(pubblicato per BatMagazine.it)

«Mi si nota di più se vengo, se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?», chiedeva un annoiato Nanni Moretti nel film “Ecce Bombo”, preso dal dubbio se partecipare ad una festa a cui era stato invitato.

È lo stesso dilemma che attanaglia quelle aziende (e sono tante) che ancora oggi si interrogano sulla necessità, o addirittura sulla utilità di essere presenti in Rete. Per chi scrive, la cui professione è aiutare le imprese a costruire una solida “reputazione digitale”, la risposta è ovvia: esserci non solo è utile, è indispensabile. Semmai andrebbe discusso il come (e lo scopriremo nei prossimi articoli), ma per adesso soffermiamoci sul perché.

Un buon motivo per partecipare alla festa

Perché a quella festa, ormai, ci vanno quasi tutti, come conferma l’ultima indagine Censis* appena pubblicata:

  • quasi due italiani su tre sono utenti attivi di Internet;
  • un italiano su tre si connette in mobilità;
  • un italiano su due è su Facebook;
  • il 61.8% degli italiani attivi su Internet visita YouTube;
  • un italiano su cinque ha abbandonato la comunicazione a mezzo stampa;
  • un italiano su tre si informa attraverso Internet;
  • Internet è il secondo mezzo più “influenzante” in termini pubblicitari, più dei giornali e della radio, secondo solo alla televisione;
  • due italiani su tre consultano Internet per valutare l’acquisto di un prodotto;
  • quasi un italiano su tre può convincersi leggendo un commento di un altro utente su forum o social media;
  • per un italiano su quattro Internet è il luogo dove si cercano offerte;
  • un italiano su dieci chiede espressamente aiuto nelle valutazioni attraverso i social media;
  • per il 50% degli utenti internet Facebook è la prima porta d’accesso e l’87% di essi segue le pagine delle aziende.

Sono numeri schiaccianti, anche per una realtà digitalmente arretrata come quella italiana. Ma la domanda cruciale è: cosa c’è di davvero interessante in quella festa e quali opportunità vi possono cogliere le aziende?

I mercati sono conversazioni

«Cominciò con le conversazioni. Poi siamo entrati nella comunicazione di massa. Ora stiamo tornando alle conversazioni. Siamo tornati al punto di partenza.»

Terry Catchpole, The Catchpole Corporation.

Alle feste si incontra tanta gente diversa e si fa molta conversazione. Si parla di tutto: sport, attualità, cinema, musica, politica, economia, etc. Grazie a queste conversazioni si fanno nuove conoscenze, si instaurano relazioni, si condividono opinioni, idee, passioni. Può succedere addirittura che ci si innamori perdutamente di qualcuno!

È quello che oggi avviene nei mercati. Anzi, i mercati sono conversazioni. Questa rivoluzionaria definizione fu enunciata nel 2000 dal Cluetrain Manifesto, un insieme di 95 tesi organizzato e presentato come un invito all’azione per tutte le imprese che operano all’interno del nuovo mercato interconnesso creatosi con l’avvento di Internet. Ma non c’è niente di veramente nuovo: si tratta di un ritorno al passato, alle stesse cose che il fornaio, il macellaio, il droghiere facevano con i loro clienti prima che le loro attività si trasformassero in catene commerciali, affiliazioni di franchising e ipermercati, oppure fossero costretti a chiudere per causa loro.

Grazie alla Rete i mercati sono (finalmente!) tornati ad essere fatti da persone e non da grigi segmenti demografici. E con le persone si dialoga, esattamente come fa il macellaio nella sua piccola bottega di quartiere. Ecco perché con l’avvento del web 2.0 il marketing tradizionale non funziona più, anzi, viene sempre più percepito negativamente dai consumatori: perché non comunica su un piano di parità, parla alle persone quando decide di parlare, non quando le persone sono disposte ad ascoltarlo.

Saper ascoltare

Torniamo alla nostra festa e ai dubbi di Nanni Moretti. Assodato che, tranne pochissime eccezioni, è meglio parteciparvi, è meglio starsene in disparte ad ascoltare o partecipare attivamente alle conversazioni? Dipende. Se è la prima volta che vi partecipiamo cercheremo prima di capire l’ambiente in cui ci troviamo e che tipi di persone sono gli altri invitati. Se invece ci troviamo già a nostro agio, coglieremo l’occasione per conoscere nuova gente o consolidare relazioni con chi già conosciamo.

In entrambi i casi è molto importante saper ascoltare. Internet offre un’enorme finestra su una delle feste più popolate e chiacchierate del mondo: il Web. Pensate quale grande opportunità viene offerta alle aziende: avere gratuitamente l’accesso a miliardi di piccoli contributi che esprimono un’idea, un opinione, un giudizio, un’esperienza che può aiutare il loro brand a crescere.

Già, ma come? E cos’è un brand e perché è così importante per le imprese affermarlo soprattutto in Rete? È quello che vi spiegheremo nel prossimo articolo.

Sempre che siate disposti ad ascoltare 😉

* fonte: Aziende in Rete, di Dino Amenduni - agenzia Proforma
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